Tra "vecchio" e "vissuto", c'è una vita di mezzo...

Vecchio. Vissuto. Due modi di vedere e di concepire la stessa sostanza. Potrebbero sembrare solo e semplici punti di vista MA vi chiedo e mi chiedo: e se non fosse così? Parto con un esempio banale. L'altro giorno, casualmente, rovistando nel mio armadio alla ricerca di una cravatta che mi era accidentalmente caduta, sposto delle vesti ripiegate e cosa trovo? Un tesoro. Un paio di scarpe che non mettevo più da qualche anno. Scarpe vecchie, a primo acchito, si potrebbe pensare. C'è un "però" che blocca tutto. Però se le guardi con attenzione vedi tanti particolari che ti ricordano qualcosa: quelle scarpe son state con te in alcuni momenti della tua vita. Momenti unici. Momenti particolari. Avventure, come direbbero certi amanti dell'heritage. Provo a metterle e le sento già. Le sento comode, forse perché il piede ha avuto modo di "scavarle" ma del resto, vorrei ben vedere...capita nella vita di "abituarsi", di "rendersi proprio" qualcosa e non dovrebbe capitare al nostro piede di plasmare la forma della scarpa? Da ridere. Beh, le riguardo e penso. Penso a quel graffio. La prima caduta dal motorino. Guardo ad una parte del simbolino adidas mancante e penso alla partitella di calcio improvvisata, la sera del compleanno di un mio amico, quando volendo fare sempre il solito gradasso, ho fatto un goal di tacco nell'ipotetica porta segnata da due scaloni. Le rivedo e le giro. Vedo un piccolo taglio e quello, caspita, non lo ricordo. Incredibile. Tra la punta e la suola c'è ancora un piccolo residuo verde. Un piccolo stelo vagabondo che ha deciso di venire con me. Memoria dell'ultima volta che le ho utilizzate. In un bellissimo parco, con una bellissima ragazza, seduti in terra per un pic nic. Un semplice paio di scarpe quanto ti può ricordare. Incuriosito e preso dal gioco, cerco ancora. Indago. Niente, non una traccia di tanti viaggi. Eppure ne ho fatte di cose con quelle scarpe. Mi hanno accompagnato in Indonesia a scoprire le meraviglie nascoste di costruzioni in pietra affascinanti e mistiche. Mi hanno accompagnato per i mercati angusti ed immensi come formicai di Agadir. In effetti ora che ci penso, queste scarpe mi hanno accompagnato un po' ovunque. Ecco. Ora ricordo il taglio. Un pomeriggio, avevo si e no 19 anni. Chiamo una mia cara amica e vengo a sapere che era a mare con altre due sue amiche che conoscevo. Immediatamente mi vesto, abbandonando i libri sulla scrivania, mi fiondo col motorino al Venusilia, il complesso residenziale dove abitano, e le vedo. A mollo tutte e tre. Io intanto avevo preso una vaschetta di gelato. Che volete farci, mi piace arrivare a mani piene, se considerate poi un pomeriggio caldo al mare...beh non c'è accompagnamento migliore. In men che non si dica le saluto e, pur non avendo il costume, mi precipito in acqua, gettando la maglietta in terra e le scarpe contro la ringhiera in metallo, per scendere. Mi buttai in acqua con i jeans ancora addosso. Ilarità. Divertimento. Risate. Un pomeriggio che rimarrà per sempre nel mio cuore. Al ritorno, la fedele scarpa sinistra aveva un piccolo taglietto. Quel piccolo taglietto. Nemmeno il tempo di riporle, che, sotto, nella suola, vedo una piccola pietrolina incastrata. Potrebbe essere di qualsiasi posto, certo. Ma l'unico posto in cui ricordo di aver messo queste scarpe, fu un pomeriggio di tanti anni fa...a Marina di Ragusa, con i miei  più cari amici e con la ragazza che a quel tempo mi faceva sentire bene. Una camminata lunghissima, fatta di risate, di lamenti e di speranze per il mondo che un giorno avremmo forse visto insieme. E invece le mie scarpe son rimaste lì. Riposte in un armadio. Vecchie? No. Non sono solo invecchiate. Le mie scarpe sono vissute. Perché insieme a me hanno vissuto tante avventure. Non sono semplicemente invecchiate. Non hanno subito il lento ed inflessibile degradare del tempo. No. Hanno combattuto, hanno scalpitato, hanno calpestato...hanno marciato con me. Le mie scarpe, son rimaste qui. Hanno le rughe si, ma quelle pieghe non sono le sferzate di un tempo che passa per tutti. Sono colorate dello sporco del quotidiano vivere e del costante scoprire, del mai arrendersi e del sempre rinnovarsi. E, forse, è proprio questa la differenza tra invecchiato e vissuto. Il vissuto è sempre con te.

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