La Casta siamo Noi.

Quante volte abbiamo sentito parlare di "Casta"? Quante volte abbiamo letto o ascoltato la notizia di una nuova, estenuante ed ennesima furberia che ha umiliato ancora una volta chi in quest'Italia lavora e si sbraccia per un domani migliore? Quante volte, in ognuno di noi, si è fatto strada, serpeggiando, un odio latente verso quelle tristi figurine che insozzano la politica italiana da più di un ventennio? Non c'è bisogno di alcun nome. Li abbiamo ben scolpiti nella memoria, ahinoi.

Potrei andare ben lontano continuando con queste sole domande ma, ad oggi, ho da riflettere e porvi una domanda: dove nasce la Casta? Pensiamo davvero che il politicante di turno, sia arrivato, all'improvviso, dove si trova? Sfortunatamente per noi, non è così. Lo dico a voce alta e lo penso oggi, di ritorno dalle elezioni nelle università. Lo dico oggi e lo dico a voce ben alta, perché, guardandomi attorno, mi son sentito parte di un angusto labirinto. Lo dico oggi e, onestamente, mi vergogno molto a riconoscere che certe pratiche siano usate da giovani della mia generazione perché oggi ho letto lo sconforto, la rabbia e la disillusione mista in una sola, malinconica e stanca smorfia nel viso di un mio caro amico e collega, compagno di tanti confronti su svariati temi, il quale, prendendomi a parte e cercando di allontanarsi per un momento dalla bolgia convulsiva per riemergere e prendere un boccata d'aria mi disse: "Sai forse sono troppo idealista, non mi spiego ancora come si possa andare, il giorno delle elezioni, a chiedere di votare per questo o per quello.". Lo conosco come una persona che difficilmente ha delle lamentele. È un ragazzo umile, semplice ed onesto. Se c'è da lavorare, capo chino e a lavorare. Se è arrivato a lamentarsi lui, vuol dire che l'indignazione ha superato il limite della misura.

La Casta siamo noi.

Cerco di fare ordine nella tempesta emozionale in cui alcuni spiacevoli accadimenti mi hanno gettato. Se voi in prima persona foste candidati alle elezioni, cosa fareste? Intendo dire, cosa fareste come prima cosa? Quale sarebbero le vostre prime azioni? Penso, appellandomi ad un certo grado di ragionevolezza, la realizzazione di un certo programma. Una semplice, chiara ed articolata elencazioni di quelle che sono le vostre intenzioni. Una breve presentazione per far capire alla gente chi siete, per far comprendere alla gente il vostro messaggio. Dareste ogni cosa per scontata o andreste a presentarvi alle persone, conoscendone quante più potete? Chiedereste dei favori personali per ottenere dei voti o tentereste voi in prima persona di marciare tra le persone che potrebbero darvi un voto? Penso sia banale anche solo parlarne. A quanto pare, invece, non è per nulla banale. I fatti odierni me ne hanno dato prova.

Quali sono i programmi e chi sono i candidati? Possibile si vada a votare conoscendo, in alcuni casi, a mala pena il volto del ricevente voto? Se il programma elettorale si basa sulla capacità dei singoli gruppi di farsi organizzatori di serate danzanti, di organizzare "eventi", di fare feste, di divertirsi...bene: abbiamo risposto alla domanda. Non esistono politici, piuttosto sono tutti a far "Public relations" in sintonia con la moda attuale. Peccato che la Politica non sia questo. Certo, la nostra politica ci ha abituato proprio a questo teatrino, a questa successione farsesca di irrispettosa ed indecente esposizione di vergogne, perché non c'è altro modo in cui chiamare tutto quel che stiamo sorbendo fin troppo tacitamente. Peccato però che a fronte di certi consiglieri regionali o di certi amministratori o di capi gruppo di pariti che, bagordi, delinquono spregiudicatamente, che proclamano "per far politica non occorre essere preparatissimi" e che chiedono con impudenza, quasi a voler zittire, "perché un politico non può mettersi in costume da bagno?" ( non cerco di stumentalizzare, espongo a fini meramente esplicativi ), che offendono ripetutamente e con assoluta intenzione ogni idea di "Bene Comune", vi siano eserciti di eroi silenziosi che ogni giorno marciano a capo chino e lavorano umili nella loro quotidianità, consci di dover portare lo stipendio solo con il proprio lavoro. Che se devono comprare un lampadario, dovranno fare economia ed usare i soldi dello stipendio non quelli del partito. Ecco dove nasce la Casta. La Casta siamo noi. Come ci si può aspettare serietà da partiti politici locali, regionali e nazionali se i primi a sbagliare, se invece di condannare ed escludere certe pratiche e mezzucci che tanto detestiamo quando saltano alla ribalta dei media, li facciamo diventare delle pratiche istituzionalizzate?

La Casta siamo Noi.

Dov'è la Politica? Come si può anche solo pensare di fare qualcosa e farla bene se davanti al seggio elettorale, c'è appostato il ragazzino ben vestito di tutto punto, con camicia personalizzata, con schede e fogli vari che mi chiede "hai già chi votare? Non è che mi faresti un favore?". Ancor peggio, come si può anche solo pensare di essere credibili se si vendono i voti offrendo caffè e colazioni varie, se ci si ricorda di votare tizio perché "mi ha fornito le fotocopie di...", se si accompagna fino all'ultimo e si assicura, come fosse il Santo Graal, un fogliettino con scritto il nome del candidato? Una persona che è stata conquistata dal programma elettorale di qualcuno, si può mai dimenticare il nome da apporre nella preferenza? ASSOLUTAMENTE NO! Questo è un ulteriore segnale che il marcio comincia da noi. Noi che siamo la giovane generazione. Noi che siamo la giovane Italia. Noi che saremo la politica del domani e che a questo punto, marci come siamo ad oggi, non sarà Politica ma una misera e biascicata politicuccia. Niente di diverso da quella attuale. Niente di diverso dalle figurine attuali. Se ancora ci ripenso, mi vien rabbia: "mi faresti un favore personale?"

UN FAVORE?! Come lo si dovrebbe fare un favore? Faccio un favore a te, lo potrei anche fare. Certo. Cosa ne è del mio favore? Cosa ne è del valore di un voto? Cosa ne è di quello strumento, cui i padri della Politica sono consacrati, che viene evidentemente piegato a queste pratiche mediocri? Pensate, in proporzione a quanto possa essere abominevole questa pratica. Reiterare questa pratica, vuol dire non essere bigotti MA innestare nuovi germi deviati e devianti di una futura politica. La nostra. La Casta, signori, siamo noi.
Potremmo continuare a parlarne, potremmo continuare a discuterne. Che ne è della correttezza? Dov'è stata fatta la campagna? Qui i voti si comprano e si regalano con strette di mano, con complimenti alla nuova borsetta firmata e con occhiatine alla "m'arraccummannu ah!".

Cosa stiamo facendo? Ci stiamo davvero proponendo ad un mondo della politica così stantio? Stiamo ancora, davvero, reiterando certi comportamenti? Questo è modo di far politica? Dov'è l'anima? Dove sono le proposte? Dove sono i programmi? Dov'è LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE? Qual'è il punto di vista delle persone che andremo a votare?

Notare bene che mi riferisco al mondo delle elezioni universitarie. Che per caso avete notata una qualche somiglianza con altri tipi di elezione? Forse con quelle che si terranno in Sicilia il prossimo 28 Ottobre? Oppure, ed ancor meglio, tutte le farse che si succedono, oramai, in quella che è la nostra barzelletta nazionale: la politica?
È la domanda che conta, non la risposta.

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