Luce e Buio



C'è un gusto particolare in quella malinconia, quella suggestione che forse non è ancora malinconia ma che lo sta per diventare. Quel gusto strano del sentire e del non sentire. Di essere appunto a metà strada tra quello che è e quello che non è. Ombra. Linea d'ombra. No, non riferimenti bibliografici all'opera più famosa. Quanto direi più che altro a quella rara abitudine di stare in dormi veglia. Non dormi. Non sei in veglia. Sei tra qui e lì. Un qui e lì che non hanno uno spazio fisico ma uno spazio della mente. E vaghi.

A volte la notte. Perché diciamocelo. La notte è più facile passare dall'altro lato. In quel lato oscuro e forse spesso tenuto nascosto. Perché la notte è già buio e non occorre “fare buio” attorno a sé. Il buio c'è già. Occorre solo fare quel passo e andare oltre.

A volte invece il buio viene d'improvviso. Mentre si cammina per strada. Mentre si ascolta una canzone. In qualsiasi momento. E si viaggia. E occorre fare attenzione a non smarrirsi. A non perdersi. Perché ognuno di noi ha un buio. Il buio. Il proprio buio. Quel buio quasi familiare e a volta forse fin troppo familiare, cui affidiamo irresponsabilmente e con molta codardia quel che ci appartiene.

Vagare. Smarrirsi. Ma ritrovare la strada. Occorre ritrovare sempre la strada. Altrimenti si resta dall'altra parte. E, chi è rimasto dall'altra parte, al buio, per troppo tempo, lo si riconosce subito. E lo si sente. E lo si avverte.

Andare nel buio è un viaggio pieno di pericoli. Un rischio. Forse necessario, forse no. Perché pieno di pericoli? Perché è facile fermarsi. Perché a volte il buio è comodo. Lì teniamo tutti I nostri segreti come fosse un ripostiglio ma non lo è. Un ripostiglio ha una o più porta. Ha mensole. E ordine. E mura. Lì, quel luogo, no. Non ha muri e prende lo spazio che noi gli diamo. Non ha porta ma è sempre aperto, dipende da noi entrare o meno...e se non si presta la dovuta attenzione, ci si ritrova dentro senza volerlo. Ancora non ha mensole, non ha ordine. Tutto è insieme e non lo è. E tutto assale, scomposto e si ritrae. E quel che pensi di vedere non c'è e quel che pensi essere non si vede.

Luce e buio.

Sarebbe sciocco dire di non avere bui. Forse non si conoscono. Forse si evitano. Forse si temono e quindi non li si considerano. Ma il buio o I bui, sono lì ad attenderci. Perché prima o poi faremo I conti con quella parte di noi che non viene così spesso illuminata.

Come fare, allora? Avere uno spiraglio. Uno spiraglio di luce che ci indichi il cammino del ritorno.

Perché se andare è a volte immediato ed involontario, ritornare, quello è pi+ difficile. Perché il buio, non è vuoto...è solido. E colloso. E appiccicoso. E devo sottrarti passando in mezzo. Avere davanti agli occhi lo spiraglio e seguirlo per ritornare.

Ritornare, ecco.

Cari naviganti, perdetevi. Smarritevi. Andate nel buio. Ma ritornate, dopo. Ritornate sempre. Ritornate, seguendo il vostro spiraglio.

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