Ogni tanto vincono loro

Sei seduto. Lì, da solo. Pensi. Magari no. Magari a volte stai facendo altro. Magari a volte dovresti fare altro. Poi un pensiero. Poi l'altro. Poi ancora uno e ti ritrovi in mezzo a tante voci che ti tirano da una parte all'altra del tuo sicuro appiglio. 

Magari oggi non è quel giorno. Magari lo è, invece. Non importa quale sia, tanto lo sappiamo che c'è sempre uno di quei giorni. Magari sei di buon umore. Magari non lo sei. Non importa. Continui a fare, sperando che come siano arrivate, quelle voci, se ne vadano. Quei pensieri intrusivi. Quegli occhi indagatori. 

Forse riesci pure ad andare avanti, nonostante tutto. Dopotutto Navigare necesse est, vivere non est necesse. Per cui ti stringi saldo e continui, dritto per la tua strada.

Come da titolo, però, ogni tanto, vincono loro. Vincono i dubbi. Vincono loro che vedono il bicchiere mezzo vuoto e che con ostinazione fanno vedere il bicchiere mezzo vuoto anche a te. Nessuno di noi vorrebbe ammetterlo ma ogni tanto, vincono loro.E ce ne rendiamo conto quando vincono loro. Vincono loro quando non riusciamo a rispondere alle domande più semplici della nostra quotidianità. Vincono loro quando rimaniamo immobili ad ascoltare una canzone che non parli di noi ma che abbia le note di un canto lontano che a volte ci allontana da quella stanza in cui siamo, altre volte invece ci rigetta dentro con violenza e foga, sbattendoci da muro a muro. Vincono loro quando, invece di mettere il piede in avanti, continuando a camminare, ci fermiamo e guardandoci attorno, in questo nostro sentiero, ci vediamo soli e ci chiediamo se sia giusto quel che stiamo facendose sia giusta la decisione che abbiamo preso, se sia giusta ogni singola idea che ci ha portato fin dove siamo, se la strada che abbiamo preso non sia altro che un sentiero di nebbie, se e dove la strada ci condurrà…perché è certo che la strada meno battuta, è un mistero per tutti. Altrimenti, non sarebbe così temuta da tanti e non sarebbe così paurosa per chi la cammina.Vincono loro. Adesso, oraquistanno vincendo loro, perché pur facendo altro, ho avuto la necessità di scriverne e di capire fino a che punto vincono loro.
Ho scoperto una cosa, in effetti. Vincono loro, vero. Però vincono soltanto nello spazio di un foglio elettronico bianco e di caratteri neri che crocifiggono le mie e le nostre paure, le nostre incertezze e i nostri dubbi su croci senza altari. Vincono soltanto nello spazio di un forse, perché mentre il nostro camminare è un camminare, i loro forse, i loro dubbi non hanno che la sostanza delle loro paure.
Noi, viviamo. Loro, continuano ad avere paura di vivere.

Ogni tanto, vincono loro. Non oggi, però.

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